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Il mare negli occhi, Gesù nel cuore

Cari fedelissimi,

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Dio ci ha donato due occhi e vi ha posto nel mezzo un naso. Poi ha deciso di colorarli: marroni, verdi, celesti, grigi, neri. Ha voluto giocare anche sulla forma, ma ciò che veramente importa è l'uso che ne facciamo.
Starete senza alcun dubbio pensando al dono della vista, ma non è affatto il compito principale che il Signore ha voluto assegnare agli occhi.


Spero dunque di fare luce sulla questione e ricordarvi uno dei tantissimi modi per avvicinarvi a Gesù

Dal Vangelo secondo Giangilberto, mt. 23 5-7:

"[...] E non c'è peggior peccato di chi non vuol vedere, quale impervia sia la vita che il mondo ci priva di continuo, togliendo agli uomini la sacra vista [...]
Ma solo il Signore conosce un modo per rendere grazie del dono che egli ha concesso agli uomini, e risiede nei loro bulbi oculari. Che lo spirito sempre li protegga.
Solo attraverso il pianto l'uomo si avvicinerà a Dio e gli renderà omaggio, attraverso le lacrime c'è la salvezza!"


La risposta si trova in questi versetti del Vangelo, che ci ricordano come il pianto ci conduca tra le braccia di Dio.
Non è forse il pianto, la prima cosa che l'essere umano emette alla sua nascita?

E allora io mi appello a tutti voi, fedeli seguaci della cristianità, affinché il mare sgorghi dai vostri occhi e inondi il vostro corpo. 

Non dobbiamo sottovalutare l'importanza delle lacrime! Ciò che fuoriesce dai nostri occhi e ci bagna le palpebre non è altro che un segno di devozione verso l'Altissimo!



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